Si è svolta la prima visita in cinque anni del premier cinese Wen Jiabao in Europa, nel corso della quale UE e Cina hanno stipulato una serie di accordi di cooperazione di ampio raggio, annunciando presto un nuovo Vertice bilaterale.
Sembrano dunque rientrati i contrasti relativi alla questione tibetana che avevano portato all’annullamento del Vertice bilaterale previsto due mesi fa. Concordando sulla necessità di evitare misure protezionistiche e di ridurre dazi e sussidi a livello globale, UE e Cina ritengono importante aumentare le opportunità commerciali. Va ricordato che la Cina è attualmente il secondo esportatore nazionale nell’economia globale, dopo la Germania e prima degli USA, copre il 9% circa del commercio mondiale di prodotti, oltre la metà delle esportazioni cinesi sono capitalizzate da imprese straniere, la maggior parte asiatiche (giapponesi e sudcoreane) e nell’8% dei casi europee.
Dall’incontro tra la Commissione europea e il premier cinese è scaturita la stipula di accordi di cooperazione relativi a: programma Erasmus con scambi reciproci di studenti, fondo per finanziare il dialogo politico-sociale aumentato a 7,8 milioni di euro, aviazione civile, energie pulite, commercio illegale del legno, memorandum d’intesa su salute e sicurezza occupazionale, rafforzamento dei controlli doganali anticontraffazione, azione antidroga.
Al termine del Vertice sono state ricordate alcune delle principali questioni aperte nelle relazioni bilaterali, quali un deficit commerciale di 160 miliardi di euro nel 2007, circa 60 volte superiore al surplus europeo nei servizi; oppure il costo delle barriere al commercio ancora esistenti in Cina, che causano una perdita di opportunità per le imprese europee stimabile in circa 21 miliardi di euro all’anno; o ancora le barriere agli investimenti: ad esempio dal 2001 le autorità cinesi hanno concesso a operatori stranieri solo 12 licenze su 22.000 in ambito di telecomunicazioni, mentre sono mantenuti limiti agli investimenti e alla proprietà in vari settori economici.