L’UE ha bisogno di più armonizzazione e maggiore consenso da parte degli Stati membri per sviluppare una politica comune sul governo delle migrazioni nel medio e lungo periodo, secondo quanto riferisce la Commissione europea in una comunicazione che fa un bilancio della politica comune in materia.
L’esecutivo dell’UE ritiene infatti necessario un nuovo approccio nella politica migratoria, al fine di creare un giusto bilanciamento tra carenze del mercato del lavoro, impatto economico, conseguenze sociali, politiche di integrazione e obiettivi di politica estera.
Oltre alle priorità da affrontare per raggiungere gli obiettivi definiti a Tampere prima e col Programma dell’Aia poi, la comunicazione riassume le più importanti iniziative svolte nel corso del 2007 e i maggiori risultati ottenuti, segnalando soprattutto la creazione di nuovi rapporti di partnership coni Paesi africani e mediterranei e con quelli non comunitari dell’Europa orientale e sud-orientale. Partenariato, solidarietà e divisione delle responsabilità con i Paesi terzi di origine e transito dei flussi migratori sono infatti considerati dalla Commissione elementi chiave del nuovo approccio globale alle migrazioni.
àˆ inoltre precisato che la necessaria politica comune europea intende rispettare pienamente le competenze degli Stati membri e non conferisce nuovi poteri all’UE.